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Obiettivi interiori

21 Luglio 2016 / 19:00 - 30 Luglio 2016 / 00:00

Gratuito

Venti immagini, un solo soggetto: l’autore. Come in un caleidoscopio la stessa figura si decompone e si ricompone. Nuove combinazioni uguale nuove sembianze. La ricerca che fa Marco Gubellini su sé stesso assume così un effetto straniante, sapientemente calibrato dalla nota ironica suggerita dalle didascalie che accompagnano ogni opera.

In ognuna delle fotocomposizioni presentate, l’individuo è insidiato da un conflitto interiore insanabile. A volte è il difficile e irrisolto rapporto con sé stessi a generare l’ossessiva ricerca della propria identità nel tentativo, talora maldestro, di accordare le diverse nature di cui si compone una personalità contorta. Le conseguenze di questa intima investigazione della coscienza appaiono in tutta la loro drammatica evidenza perché, quasi sempre, questa forzata convivenza è inconciliabile.

Ma se l’individuo è schiacciato sotto il peso del sentirsi “tanti in uno”, altrettanto pesante è il fardello di chi si sente “uno in mezzo a tanti”.

Chi vuole affermare le sue ragioni personali, per apparire deve accettare di essere a-normale. Il non conformista viene associato allo strano, nella sua accezione di estraneo ai dettami comuni, per la sua difficoltà ad aderire alle forme e ai valori precostituiti. L’individuo, che è il prodotto costante della società, ci appare allora nella sua lucida follia, latente o manifesta, che sembra l’unica possibile realtà interiore connessa alla condizione dell’uomo. In questo stato di alienazione dal consorzio umano (voluta o subita?) si assiste così al tentativo estremo di costruire identità artificiali (nel senso dato dalla possibilità di usare artifici) per entrare in relazione con gli altri e aspirare alla tanto agognata accettazione sociale. In questo incessante e faticoso lavoro di costruzione-distruzione, la logica che sottende ogni meccanismo di creazione è improntata alla rassicurante Legge della massificazione attraverso cui tutti possiamo aspirare allo status di intercambiabilità.

E allora, nella riflessione sulla condizione umana, l’artefice è nello stesso tempo vittima e carnefice perché soggetto e autore, e questo richiamo evidente al tema del doppio, in un continuo rimando che ricorda gli incastri delle scatole cinesi, già a partire dalla sintassi dell’immagine rende tutta la complessità degli interrogativi offerti da questo lavoro.

C’è in ogni immagine di Marco Gubellini una costante tensione dialettica, ma l’autore, sopraffatto dalla solitudine dell’essere,  o dialoga con se stesso oppure  si confronta con manichini inespressivi e muti che, anche quando sono chiamati a dire qualcosa assumono l’aspetto di maschere neutre.

 

Con questo interessante lavoro di fotocomposizione la questione dell’identità viene declinata nelle sue diverse prospettive che raccolgono e attualizzano uno dei temi cardine della storia del pensiero e dell’arte a partire dal Novecento.

Nella società onnivora che tutto consuma e tutto digerisce, Marco Gubellini gioca a fare l’onnipotente. È uno scherzo? Certo l’autore sembra divertirsi, già dal titolo dato alla mostra, con questo gioco sull’identità e con lo sguardo mordace che contraddistingue la sua opera  invoglia lo spaesato spettatore a non prendere sul serio la triste condizione dell’umana società.

 

Presentazione a cura di Marianna Agostino

Dettagli

Inizio:
21 Luglio 2016 / 19:00
Fine:
30 Luglio 2016 / 00:00
Prezzo:
Gratuito
Categoria Evento:

Organizzatori

Marco Gubellini
Marianna Agostino

Luogo

Cascina ELAV
Via Muraschi, 2
BG,Italia
+ Google Maps
Sito web:
https://www.cascinaelav.com/

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